Tre ragioni per il pre-breathe

By Tim Snape

Esegui il pre-breathe in posizione di preghiera? La procedura di pre-breahte standard di 5 minuti è una buona diagnostica per individuare eventuali problemi al loop oppure potrebbe essere fatta in modo più efficace?

Ho iniziato tardi con i rebreathers, passando dal circuito aperto al chiuso solo due anni fa. Il protocollo consigliato per garantire che il tuo rebreather funzioni correttamente è stato un po’ una rivelazione per me. La cosa che più mi interessava era capire i meccanismi fisiologici e in che modo respirare a fondo cocktail esotici di gas influisce sul tuo corpo.

Posizione di preghiera vs Completamente “vestito”

Il mio ingresso nel mondo del CCR, 2 anni fa, avvene con un’agenzia non TDI, completando il loro corso di ingresso che mi certificava ad immergermi entro i 40m. Questa agenzia e i suoi materiali didattici hanno rafforzato l’idea che la procedura di pre-breathe dovesse essere svolta nella posizione di preghiera – ti inginocchi in posizione di supplica davanti all’unità, con il naso ben stretto in modo da non respirare accidentalmente attraverso esso ed invalidare il test.

Dopo un anno pieno di emozioni, immergendomi con il mio APD Inspiration nel Canale della Manica e dopo essere sopravvisuto ad alcuni errori molto sciocchi dovuti a questo approccio al pre-breathe in posizione di preghiera, ho continuato a completare la formazione con la certificazione Mixed-Gas per i 60 m con la didattica TDI e lo straordinario Mark Powell. Quando ho sollevato queste perplessità sull’argomento con Mark, mi è stato molto chiaro che la procedura di pre-breathe dovesse essere svolta completamente equipaggiato, prima di immergersi e quindi passare direttamente dal pre-breathe all’immersione.

diver pre-breathing

La formazione e la guida di Mark combinate con il mio interesse nell’usare il pre-breathe come opportunità per ridurre gli obblighi di deco mi hanno fatto ripensare completamente a come e perché farlo. Alla fine sono stato in grado di identificare tre motivi per il pre-breathe:

  1. Testare il loop
  2. Scorrere una checklist di Pre-Breathe
  3. Un’opportunità di rilassarmi prima dell’immersione

Prebreathing – Una brutta esperienza

Come tutti i subacqueo CCR sanno, le liste di controllo che ci vengono inculcate prevedono sempre la procedura di pre-breathe per ricontrollare che tutto funzioni.

Ma dopo aver completato il primo corso CCR, le mie liste di controllo hanno fallito in alcune occasioni. La maggior parte erano problemi di piccola entità, facilmente risolvibili come non aver collegato la frusta della muta stagna. In un’occasione però, quando stavamo per accingerci ad immergerci su un relitto, tutto andava bene, avevo completato positivamente le mie liste di controllo ed eseguito una buon pre-breathe di 5 minuti in posizione di preghiera. Quando stavo per saltare in acqua dalla barca, con il loop in bocca, ho controllato il computer della mia unità e ho visto che il mio CCR era spento!

L’ APD Inspiration avrebbe compensato questo stupido errore accendendosi automaticamente non appena entrato in acqua, tuttavia sono rimasto scioccato perché ero assolutamente certo che la mia unità fosse accesa. Non so esattamente cosa fosse successo o perché l’unità fosse spenta, ma era spenta – e quasi certamente era stata spenta da me!

Il mio errore fu fare il check di pre-breathe in posizione di preghiera, molto tempo prima di rimettermei il rebreater in spalla per fare l’immersione. Avevo sempre considerato il pre-breathe come un controllo per vedere se la mia unità funzionava, quindi per me era solo un altra spunta da mettere in una casella.

Cosa ho imparato?

Questi errori mi hanno fatto ripensare al modo in cui mi tuffo e al modo in cui eseguo i check pre-immersione. Tra i miei errori e ciò che mi ha insegnato il completamento della certificazione TDI 60m con Mark, sono giunto a una serie di conclusioni su come eseguire il pre-breathe correttamente.

Lo scopo di questo articolo è di spiegare la mia logica e come ora uso il check di pre-breathe come un’opportunità per rendere la mia immersione più sicura.

Qui le mie tre principali ragioni per effettuare il pre-breathe e perché queste funzionano per me…

Motivazione 1 – Il mio loop eroga un gas respirabile?

Il primo e più ovvio motivo per il pre-breathe è verificare se il nostro loop funziona correttamente. Vorrei fare riferimento alla ricerca del Dr. Simon Mitchell sull’efficacia del check di pre-breathe. In sintesi, ha dimostrato che per un gruppo di subacquei che effettuano il pre-breathe per 5 minuti:

  1. Scrubber era completamente assente: il 25% del campione non ha rilevato un problema.
  2. Scrubber compromesso (nell’esperimento hanno rimosso sia l’O-ring che l’anello di compressione): il 90% non ha rilevato un problema
  3. I subacquei che non riescono a rilevare i problemi indotti dall’ipercapnia, in genere sperimentano drammatici cambiamenti fisiologici – senza essere consapevoli!

Il Dr. Mitchell ha condotto uno studio cieco randomizzato, che è stato sottoposto a revisione paritaria da importanti esperti. La conclusione sembra chiara: un pre-breathe di 5 minuti è troppo breve per consentire ai subacquei di rilevare in modo affidabile guasti che potrebbero causare elevate pressioni parziali di CO2 nel circuito.

Più lungo è il pre-breathe, meglio è, quindi il mio pre-breathe inizia quando sono completamente vestito e configurato e continua fino a quando inizio la discesa. Tendo a vestirmi e presto ed utilizzare il tempo che manca all’immersione come l’opportunità per fare un pre-breathe prolungato e rilassato. Questo mi aiuta anche a ridurre la frequenza respiratoria, che tengo monitorata.

Motivazione 2 – Pre-Breathe Checklist

Come ho spiegato nell’introduzione, le checklist che utilizzavo hanno occasionalmente fallito. Quando ciò accade, un subacqueo CCR intelligente dovrebbe imparare da questi errori. Quando commetto un errore (e specialmente quando commetto errori stupidi), lo registro nel mio diario, quindi rifletto e cerco di identificare cosa potrei fare o cambiare in modo da non ripetere l’errore.

diver ready to dive

La mia attuale checklist è divisa in quattro tipologie di controlli:

  1. I controlli della sera prima – Mi piace sempre montare la mia unità la sera prima e cerco sempre di assicurarmi che tutto sia pronto per le immersioni del giorno seguente. In questa fase mi concentro sull’equipaggiamento: ho abbastanza gas, le batterie sono sufficientemente cariche, tutte le valvole funzionano e ci sono perdite da qualche parte.
  2. Accendere l’unità – Quando mi preparo all’immersione e accendo l’unità, seguo semplicemente i controlli sull’unità stessa. Ho un APD Inspiration e mi guida attraverso i controlli di base e sull’impostazione della macchina.
  3. Il pre-breathe – Ora utilizzo il tempo dedicato al pre-breathe come opportunità di ripercorrere tutti controlli fatti
  4. Il controllo finale è la decisione tra il procedere e il non procedere – Mi tuffo?

Il mio approccio al pre-breathe è ora molto diverso. Piuttosto che effettuarlo solo come uno dei tanti controlli, ora fa parte integrante della mia immersione. Comincio il pre-breathe solo quando mi sono completamente vestito, equipaggiato e pronto per immergermi. Lo uso come un momento per sedermi e rilassarmi. Una volta che tutto è pronto, scorro tutto il corpo da sinistra a destra verificando ogni punto di controllo.

Iniziando dal lato sinistro e andando verso il lato destro, eseguo i seguenti test

  1. Prima di mettere il boccaglio in bocca, verifico il controller del rebreather. E’ acceso e sta fornendo una miscela di gas respirabile? Il computer è configurato con il diluente corretto? Se tutto è ok, mi metto in bocca il boccaglio e “registro” mentalmente l’orario – la mia immersione è ora iniziata.

    Da questo momento io sono in “modalità immersione” e controllerè regolamente tutti i parametri mostrati dal computer e durante la fase di pre-breathe sarò particolarmente concentrato ai livelli di PO2 e nel controllare che il reb sia in grado di mantenere i livelli corretti di PO2 impostati e i sensori si comportino in coerente. Inoltre il mio Inspiration ha anche un temp-stick per misurare la temperatura interna dello scrubber, che sarà un altro parametro da tener monitorato, così come il livello delle batterie.

    Procedo quindi con i seguenti controlli:
  2. Bailout – Ho gas nelle bombole di bailout? Riesco ad accedere agevolmente alla seconda stage?
  3. MAV del diluente e pressione bombola – Ho gas nella bombola del diluente e il MAV funziona correttamente? Quando premo il pulsante del MAV, la pressione indicata sul manometro rimane costante o fluttua (che potrebbe indicare un problema)?
  4. ADV – L’ADV è aperto o chiuso? Mi fornisce gas quando quando la pressione del loop è bassa?
  5. BOV – Cambio dalla modalità CC ad OC e controllo se riesco ad andare in bailout sul mio gas inboard.
  6. Gonfiaggio muta stagna – Il pulsante di gonfiaggio della mia muta stagna funziona correttamente?
  7. Sottocavallo – E’ correttamente imbrigliato alla fascia ventrale?
  8. MAV dell’Ossigeno e pressione bombola – Stesso check del punto 2.
  9. Bailout Ossigeno – Stesso check del punto 1.
  10. Torcia e cavo di alimentazione – La torcia primaria funziona correttamente e il cavo di alimentazione è libero?
  11. Il computer di backup è al mio polso destro? Il mio ultimo check. E’ effettivamente al mio polso oppure ancora nella borsa (si, è accaduto)? E’ acceso e correttamente configurato con il diluente giusto?
  12. Go/No Go checkQuesto è l’ultimo check e il più importante di tutti. E’ la decisione finale se immergersi o non immergersi.

    Una volta che i precedenti 11 punti sono stati completati a sei pronto per tuffarti in acqua, grazie ad un pre-breathe calmo e rilassato hai ora la possibilità di decidere se immergerti o no.

Mark Powell mi ha insegnato una metodologia con cui prendere questa decisione, basata sulla revisione di una situazione a 3 livelli diversi. Lo applico per il mio controllo Go / NoGo finale:

    1. Come io mi sento. Sono nervoso, mi sento in forma e forte, sono sufficientemente idratato, l’immersione è nella mia zona di comfort, come mi trovo con i miei compagni di immersione? Un po’ di nervosismo è considerato una buona cosa in quanto tiene alta guardia, allo stesso modo se non sei abbastanza nervoso, probabilmente ti porterà ad abbassare il livello di attenzione ed è quando è più probabile che tu commetta errori.
    2. Ciò che mi circonda. Eseguo una revisione sommaria dei precedenti controll – alcuni controlli erano leggermente fuori norma? Individualmente, i piccoli problemi potrebbero essere tollerabili, ma sommati insieme diventano rapidamente molto più gravi. Considera anche il resto della tua attrezzatura, sei sicuro di essere pesato correttamente, è possibile che tu abbia un problema con la temperatura dell’acqua e nel caso che altra attrezzatura potresti utilizzare?
    3. I miei dintorni più ampi e ciò che sta accadendo intorno a me. Come è messo il mare? Che dire delle maree e della visibilità in superficie? I tuoi compagni sono pronti e rilassati?

Dopo aver completato gli 11 controlli, seguiti dalla revisione finale e dal check a 360 gradi, dovresti essere pronto a prendere una decisione consapevole e calcolata – Sono pronto per immergermi. Questo è il punto di non ritorno

Go o No-Go 

Decidere se procedere o meno è ovviamente difficile. Molti incidenti, anche mortali, sono accaduti a causa di persone riluttanti a “lasciar perdere” e ad immergersi comunque. L’immersione con CCR è diversa e richiede un livello di competenza e disciplina in cui praticanti sono in grado di dire di no se non si sentono completamente a proprio agio.

L’elenco di controlli sopra riportato non è definitivo e non rpetende di esserlo. Ad esempio, i controlli 6 e 9 sono specifici solo per me. Sono nella mia lista di controllo personale, perché nelle immersioni precedenti ho dimenticato di attaccare la cinghia inguinale e ho instradato il cavo della torcia in modo errato.

Scorrere fisicamente il mio corpo da sinistra a destra e controllare ogni cosa che incontro durante il passaggio, è una strategia che per me funziona. Eseguo questa sequenza lentamente, so che il pre-breathe richiederà diversi minuti ma, iniziando presto, so anche che posso eseguire questi controlli in modo completo e rilassato. Di norma, una volta che inizio il mio pre-breathe, non uscirò più dal loop e continuerò finché non sarò entrato in acqua e la mia discesa iniziata.

Devo ancora fare riferimento ai controlli dei compagni, ma loro devono sapere cosa stai facendo e tu devi conoscere il loro protocollo di test. Nel nostro club, con un’eccezione, siamo tutti subacquei CCR, lo skipper di solito è certificato CCR e aiuta i subacquei a sistemarsi e controlla che abbiano gas corretti e sufficienti. Potresti prendere in considerazione la possibilità di formalizzare questo concordando una firma con lo skipper per aver completato tutti i controlli e ora pronto per l’immersione.

Motivazione 3 – Rilassamanto dovuto al Pre-breathe

Combinando il mio pre-breathe con la mia checklist di controllo finale con tutto il mio equipaggamento indossato crea l’opportunità di riposarmi, rilassarmi e riportare la respirazione e la frequenze cardiaca ai giusti livelli.

Facendo nuovamente riferimento allo studio sul pre-breathe del Dr. Mitchell, ritengo utile tener monitorata la mia frequenza respiratoria, in quanto se dopo un pre-breathe di 10 minuti, in totale relax, la frequenza respiratoria non è diminuita e o sta effettivamente aumentando, è un’indicazione molto forte di alti livelli di CO2 nel circuito.

Ancora un’altra osservazione del Dr. Mitchell è che quando i subacquei mostrano sintomi di ipercapnia e respirano affannosamente, in quasi tutti i casi inizialmente non ne sono consapevoli. Quindi, se hai intenzione di misurare la tua frequenza respiratoria, devi misurarla con un orologio e contare i tuoi respiri. Questo dovrebbe darti un test semplice e affidabile.

Dovresti anche considerare il livello di PO2. Se l’unità non è in grado di mantenere il livello di PO2 al setpoint basso o le letture dei sensori sono incoerenti, ciò suggerirebbe un problema con il circuito dell’ossigeno o i dei sensori stessi.

Conclusione

Studi sul “fattore umano” in aviazione e in chirurgia hanno ripetutamente dimostrato che semplici liste di controllo possono ridurre drasticamente incidenti gravi o mortali. In ambito medico chirurgico questa metodologia ha dimezzato i tassi di mortalità. Detto questo, alcune persone vedono il loro pre-breathe come un altro controllo da spuntare sulla lista. Rendendolo invece parte integrante della tua immersione, ti consente di utilizzare il pre-breathe per:

  1. Estendere il tempo dedicato al pre-breathe, migliorando così la tua capacità di rilevare i problemi di CO2 e O2 nel loop
  2. Completare una serie dettagliata di test, con un punto finale per la decisione di Go / No-Go
  3. Rilassarsi e riposarsi prima dell’immersione

La cosa importante da ricordare è che il pre-breathe crea una grande opportunità per eseguire una serie completa di controlli operativi dell’attrezzatura e per prendere una decisione calcolata di Go / No-Go prima di saltare in acqua.

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