“Vacci piano giovanotto” – Attitudini nell’immersione tecnica

By Michael Thomas

Inizialmente, le chiamavamo semplicemente immersioni, non avevano alcun altro nome. Alcuni di noi si sono immersi nelle grotte, principalmente per esplorare e mappare. Altri si sono tuffati su relitti di navi, veri e propri relitti con storia e tesori, non le barriere artificiali che molti oggi chiamano relitti.

A volte abbiamo imparato nel modo più duro. Non avevamo manuali; questi sono arrivati dopo. È stato un “gioco di fantasmi” in quanto la comunità, dopo ogni incidente, ha cercato di capire cosa era andato storto e di sviluppare standard per impedire che la storia si ripetesse.

Cosa c’è in un nome

Con il passare del tempo, un numero sempre maggiore di sub si è spostato dalle immersioni sportive, allontanandosi lentamente da tempi e profondità stabiliti. Alla fine, Michael Menduno ha coniato il termine di immersioni tecniche nel 1991. Menduno è stato il direttore dell’allora e controverso AquaCORPS. Questa rivista mi ha aiutato a plasmare le mie immersioni e negli anni seguenti è stato un piacere conoscere Michael di persona.

Ora la comunità aveva un nome. Eravamo subacquei tecnici. Comprensibilmente (o forse no) ci siamo sentiti superiori ai subacquei sportivi. La comunità “tecnica” è stata ulteriormente suddivisa per il tipo immersioni praticate: Wreck Diver, Cave Diver, CCR Diver. Nel corso del tempo la comunità tecnica si è ulteriormente divisa con l’avvento del sidemount e con le diverse agenzie didattiche. E noi amiamo così tanto i nostri appellativi e le nostre “tribù”.

Esperienza prima dell’addestramento “tecnico”

Agli albori delle immersioni tecniche, molti subacquei hanno avuto una lunga e talvolta pericolosa carriera subacquea che ha portato al loro primo corso Nitrox Diver. Successivamente sono stati organizzati corsi in specifiche aree di interesse come Wreck, Cave, Trimix e CCR. I subacquei sapevano cosa volevano perché molto probabilmente lo stavano già facendo.

I subacquei volevano avere tempi di fondo più lunghi, meno narcosi e accesso a siti più profondi. Un corso di immersione tecnica a quel tempo era più un incontro di menti. Gli istruttori potevano imparare tanto dagli studenti quanto gli studenti da loro.

Ciò che invecce oggi si verifica sempre più spesso, tuttavia, sono i nuovi subacquei con esperienza limitata tra i vari corsi. Non è sbagliato avere obiettivi e sogni su cui lavorare. Tuttavia, come istruttore, mi rende nervoso parlare con i subacquei che stanno registrando immersioni solo per ottenere il minimo richiesto per il prossimo corso.

In genere raccomando un minimo di 50 immersioni tra un corso e il successivo. Ciò ti consente di affinare le abilità acquisite durante l’ultimo corso e di accumulare tempo ed esperienza in acqua, il tutto supportando il tuo centro immersioni locale e godendo di ciò che hai pagato per fare.

L’immersione dovrebbe essere divertente. Il tuo istruttore ti ringrazierà se non dovrà passare passare il tempo a insegnare o rispiegare gli skill di base durante il tuo corso tecnico. Passare da un corso all’altro costa soldi. Se non sei pronto e se stai operando con l’esperienza minima consentita dagli standard, sei l’anello debole del team. Non voglio che gli studenti facciano il “minimo sindacale”, li voglio ben oltre questo.

La gloria su Instagram

I miei feed di Instagram e Facebook sono pieni di immagini di bellissime grotte, relitti mozzafiato, rebreathers e grande vita marina. È fantastico vedere così tante fantastiche e avanzate immersioni in corso in tutto il mondo da alcuni sub veramente abili. Ma vedo anche sub che conosco, che hanno un’esperienza limitata che tentano di ripetere queste immersioni.

Ciò che molti subacquei ignorano o vogliono ignorare è il fatto che per ogni immersione conclusa con successo su un relitto profondo o una esplorazione di una grotta, sono il frutto di centinaia di ore di immersione prima di essere affrontate. Ciò include formazione, esperienza, lavoro di squadra e anche fallimento. Non puoi aspettarti di fare un’immersione in sicurezza su un relitto relitto a 100 m in CCR senza aver accumulato “sangue, sudore e lacrime” nella preparazione.

iceburg

Credit to Gareth Lock

Quello che vedi su Instagram è il premio sulla punta dell’iceberg. Un traguardo che, per essere raggiunto, ha fatto si che il sub o la squadra abbiano dovuto lavorare duramente. Il problema è questo risulta essere un enorme richiamo per il nostro ego, dato che fa molto figo …e tutti vogliamo sembrare fighi. Puoi realizzare i tuoi sogni; ricorda solo che devi guadagnarteli. Ciò comporta acquisire lentamente esperienza.

Attitudine

Avere semplicemente una certificazione CCR Full Cave o Advanced Mix Gas non ti rende (ancora) un subacqueo full cave o un subacqueo Mix Gas CCR per tutte le condizioni presenti in tutto il mondo. Le immersioni in grotta in Florida sono molto diverse dalle immersioni in grotta nel Regno Unito. Allo stesso modo, un’immersione profonda nelle acque blu nel Pacifico differisce significativamente dalle immersioni sui relitti della East Coast USA.

Di recente ho parlato con un CCR Cave Diver addestrato e abituato alle grotte della Florida. Costui ha avuto una brutta esperienza immergendosi in una miniera nel Regno Unito, nella quale ha abortito l’immersione a soli 50 m dall’ingresso. Le condizioni ambientali e alcuni failure accaduti ad altri componenti del team avevano travolto questo sub. Ha fatto la scelta saggia di interrompere e ricercare ulteriori informazioni e consigli.

Inoltre, la tua certificazione di Full Cave Diver non è una certificazione di esplorazione. Ti sei allenato a seguire le sagole già presenti nelle grotte ed evitare una navigazione complessa. Non c’è corso per l’esplorazione, impari ad esplorare attraverso l’esperienza, il tempo in acqua e il tempo trascorso con altri subacquei “esploratori”. Voler bruciare le tappe per cercare gloria non appena ricevi la tua certificazione, generalmente porta a consguenze disastrose.

Lo stesso vale per le immersioni sui relitti in CCR, quando inizi a fare immersioni senza la sorveglianza dell’istruttore. Solo perché hai fatto immersioni a 80m sotto l’occhio vigile di un istruttore non significa che dovresti o che sarai in grado di farlo il giorno dopo il corso in autonomia. Prenditi del tempo per goderti le immersioni e ritorna lentamente a quel relitto in acque profonde solo dopo una lenta progressione e tanta esperienza.

Conosci i tuoi limiti

Non siamo nati tutti uguali. Conoscere ed accettare i tuoi limiti è cruciale per la tua sicurezza e quella della tuo team. Ad esempio, attrezzature moderne come DPV e CCR consentono di efettuare penetrazioni molto lunghe in grotta, il tuo brevetto DPV e CCR Cave Diver ti abilitano a farlo, ma è saggio?

Alcuni cave-diver si sentono tranquilli ad afforntare penetrazioni a non più di 600 m dall’ingresso. Oltre queste quote, mostrano segni di nervosismo e apprensione. Non forzare i tuoi limiti, la tua zona di comfort aumenterà da sola con l’esperienza.

Se continui a provare apprensione, forse questo non è lo sport adatto te. Se stai facendo immersioni lunghe, lontano da casa con compagni che non conosci, fai attenzione a chi scegli come compagni di squadra. Portare qualsiasi subacqueo oltre la propria zona di comfort non è giusto ed è un gioco pericoloso da giocare.

Considera cosa può accadere se il primo vero problema che incontri durante un’immersione in grotta è a 1,5 km dall’ingresso. Questo è ben lungi dall’affrontare un problema a soli 300 m. Sarebbe meglio che tu avessi tutto sotto controlloe e che tu fossi al top della tua condizione per affrontare al meglio l’emergenza. Devi essere onesto con te stesso e far sapere ai tuoi compagni se non ti senti a tuo agio con il piano condiviso.

Non è una gara

Detto da uno che si è immerso per 32 anni, ci sono dentro da un bel po’ e vorrei rimanerci il più a lungo possibile. Non ho più fretta, so che i risultati richiedono un duro lavoro ed esperienza. So anche che il costo degli errori può essere un grave infortunio o la morte.

La società, tuttavia, sembra essere sempre più di frettolosa nel voler raggiungere il successo. Questo vale anche per le immersioni tecniche. È come se i subacquei credessero di avere solo un tempo limitato per “fare” immersioni. Devono raggiungere l’apice di questo sport il più rapidamente possibile. Purtroppo ciò che vediamo è una ripetizione degli errori che abbiamo commesso negli anni ’90.

Troppi subacquei di oggi non conoscono la storia. Deviando dalla loro formazione li porta in un terreno sconosciuto con conseguenze sconosciute. Sviluppare lentamente l’esperienza insieme a subacquei esperti aiuta a evitare molti di questi problemi. Gli errori appresi da altri nel modo più duro non devono essere ripetuti. Dobbiamo basarci sull’esperienza e farne tesoro, non disperderla.

Il fattore molto umano

I problemi delineati fin qui dovuti al fattore umano. Si chiama effetto Dunning-Kruger. Ciò significa che non solo non sai qualcosa, ma sei anche inconsapevole di non saperlo.

Anche l’eccesso di fiducia e il fissarsi eccessivaemnte sugli obiettivi svolgono un ruolo importante nella creazione del fallimento. Soprattutto quando i social media bombardano i subacquei ogni giorno con immagini di splendidi relitti e grotte.

Per saperne di più sui fattori umani e su come riconoscere i fallimenti in te stesso e nel tuo team, raccomando a Under Pressure the definitive guide to Human Factors in diving di Gareth Lock. Un laureato dei corsi di Gareth ha dichiarato: “Il problema di far entrare i fattori umani nell’immersione sono i fattori umani!” In altre parole, tutti i pregiudizi che pensiamo non si applichino a noi, effettivamente lo fanno.

Infine, vale la pena ricordare le parole di Edward Whymper, un alpinista nel 1860.

“Arrampicati se vuoi, ma ricorda che il coraggio e la forza sono nulla senza prudenza e che una negligenza momentanea può distruggere la felicità di una vita. Non fare nulla in fretta; guarda bene ad ogni passo; e fin dall’inizio pensa quale potrebbe essere la fine. “

Rallenta e goditi il ​​viaggio.

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